La vergogna nei nostri Comuni…

I quotidiani raccontano una storia vergognosa. Lo fa oggi Antonio Corbo per Repubblica, raccontando come vengono assegnati gli appalti. Il titolo è significativo: Il boss intima al sindaco “Assegno io gli appalti”. Ecco i passaggi più suggestivi del pezzo pubblicato oggi.

Cinque arresti fermano la nuova banda. Maddaloni, 40 mila abitanti, commercio vivace e grandi progetti nell´area dell´Interporto con Marcianise, era stata appena liberata dalla vecchia cosca. Riuniva tre famiglie: Farina, Martino, Micillo. Una gerarchia demolita dalla Procura antimafia di Napoli con i carabinieri di Caserta in due fasi: 14 arresti il primo novembre del 2006, altri 31 il 17 marzo scorso. Il clan dominava Maddaloni, crocevia di camorra. Come dimostra l´arresto di due latitanti, molto attivi in zona: il 24 maggio Clemente D´Albenzio, “Mintuccio”, racket su imprese e negozi, era referente dei Belforte di Marcianise (”I Mazzacane”) mentre Carmine Natale, stanato il 19 settembre, collegava il clan di Maddaloni con i Casalesi. Il pool diretto da Federico Cafiero, con due pm che molto si sono dedicati all´area Caserta-Marcianise-Maddaloni, Cesare Sirignano, Giovanni Conzo e Raffaello Falcone, aveva sgombrato il campo in primavera: dopo la seconda retata, quella di marzo, si era anche pentito il 3 aprile il capo del clan, Luigi Farina. Avrà indicato lui i possibili eredi. Il nucleo investigativo, con il capitano Costantino Airoldi, non abbandona la zona. Ne conosce le dinamiche, immagina nuove estorsioni, sa già chi è tornato a pagare, e chi no. Lo deduce dai colpi di pistola nelle vetrine e dai roghi frequenti.
A Maddaloni le tariffe erano pesanti: anche tre rate annue di 30 mila euro. Tangenti su tutti i nuovi alloggi: da un minimo di 3 mila euro. Gli arresti lasciano un vuoto di potere ma anche una fonte libera di danaro. Si lancia Vincenzo Ferraro, 27 anni, il più ambizioso dei gregari di Luigi Farina. È spavaldo. Si fa chiamare “Sartana”. Con Antonio Esposito di 32, afflitto da un soprannome inelegante, “O´ Sapunaro”. Vite parallele: stesso clan in origine, condannati per l´omicidio di un albanese, assolti in appello. Sentenza e carcere recente li accreditano. E Ferraro lo dice al sindaco di Maddaloni, a un assessore e a un consigliere, quando li incontra. Vuol decidere e sapere tutto. «Noi vogliamo crescere, i lavori non devono essere fatti da altri paesi, tutto deve rimanere qui», è la sintesi nei suoi approcci. Vuole “contributi sociali”, ma anche informazioni: i bandi degli appalti, i capitolati di spese, le licenze edilizie. Deve fissare tangenti precise in rapporto al valore, come i vecchi clan (…).

Sembra una fiction, invece è la realtà dei nostri Comuni.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: