Viviamo nella società dell’infelicità

Niente di nuovo sotto al sole… Un altro weekend è passato, un altro mese sta per scivolare via e anche il 2009 volge al termine, mentre Napoli e la sua provincia continuano la loro vita, sempre con gli stessi storici problemi ai quali si aggiungono i nuovi. Non si vive bene nei quartieri, dove sottosviluppo e forte disoccupazione, assieme ai servizi pubblici scadenti e all’alta tassazione di ogni genere,  ci avviliscono e preoccupano. Senza contare la presenza percepibile della camorra e della sua cultura! Inutile nascondercelo: ormai siamo costretti a pensare come criminali pur di sopravvivere. Allora, in qesto contesto sempre più difficile, io mi chiedo chi sarà chiamato a mutare la rotta e a metter mano al cambiamento? Non siamo lontani dalle prossime scadenze elettorali, dopotutto. Chi, allora? Politici anziani e sclerotizzati da logiche di potere di piccolo cabotaggio? Oppure burocrati infedeli a cinque stelle ? Una provocazione: le soluzioni vanno ormai affidate ai capi del crimine orgnanizzato? Si dovrà pure cominciare da qualche parte oppure dobbiamo solo rassegnarci perchè questa è la sorte che spetta a Napoli ed alla sua sterminata provincia? Penso che la gente sia sempre più insoddisfatta e stanca di vivere la società dell’infelicità e che siamo di fronte al “golpe degli anziani di potere” che non intendono abbandonare la propria poltrona per sporcarsi con i problemi reali di tutti i giorni, tali cose non appartegono più all’uomo politico ed al suo stile di vita! Appunto, qual’è oggi in Campania il ruolo e la funzione di un uomo politico? Ce lo chiediamo mai a cosa serva- cioè quanto sia utile per noi cittadini-  un politico campano? Molti a queste mie domande provocatorie darebbero risposte che per responsabilità non possiamo riportare per iscritto, ma è chiaro il senso di una tale risposta: signori è ora di riflettere e di rimettersi in discussione attraverso un passaggio democratico! Sono convinto che nella nostra democrazia, persino qui a Napoli ed in provincia, dobbiamo riappropriarci della nostra capacità di incidere sul nostro futuro e sul nostro benessere mettendo  “fuori gioco” quelli che ogni giorno non tutelano il nostro diritto ad una società della felicità!

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