Niente nucleare: è tempo di green economy

Sono decisamente contro il nucleare anche di cosiddetta quarta generazione. In tutto il mondo si inaugura il ciclo della green economy e delle fonti rinnovabili e qua in Italia pensiamo ancora agli impianti nucleari trascurando che per realizzarli ci vogliono 15 anni e ignorando la questione dello smaltimento delle scorie nucleari. Concordo con il premio Nobel Rubbia secondo il quale il nostro futuro energetico (come lui sta testimoniando concretamente in Spagna) sarà rappresentato dal solare termodinamico: il centro-destra capirà mai questa semplice verità? E la classe politica campana che ne pensa? Persino il Pd ha le idee confuse.

Parlano nell’articolo di Fabrizio Geremicca- “Ritorno al nucleare, la Campania si divide”. Corriere del Mezzogiorno, domenica 13 dicembre – e io vi invito a verificare cosa ne pensano. Ecco l’articolo:

Entro luglio 2010 la pubblicazio­ne dei criteri tecnico ambientali ai quali ci si dovrà attenere nella realizzazione delle centra­li. Entro il successivo 10 ottobre la selezione dei siti. Il 9 luglio 2015 avvio dei lavori per il primo impianto, che entrerà in funzione nel 2020. E’ questo, in estrema sintesi, il calenda­rio del ritorno al nucleare programmato dal governo. Se fosse un film, potrebbe avere due titoli diversi. I favorevoli sceglierebbero: Un tram che si chiama desiderio . I contrari: Il ri­torno dei morti viventi.

Già, perché il nucleare divide ancora l’Italia. E la Campania non fa eccezione, tanto più che il nostro territorio ha già conosciuto l’impian­to del Garigliano, a Sessa Aurunca. Quell’area, secondo il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, sa­rebbe ancora fra le papabili per la nuova sta­gione dell’atomo. Ipotesi, peraltro, smentita dall’Enel.

Garigliano o meno, il dibattito s’infiamma. E se la Regione, attraverso l’assessore all’Am­biente Walter Ganapini si dichiara contraria al revival nucleare, il sindacato si spacca. Miche­le Gravano, segretario Cgil Campania: «Sarei il primo a mettermi alla testa della protesta. Do­vrebbero passare con i carri armati». Lina Luc­ci, che guida la Cisl: «Non sono pregiudizial­mente contraria al nucleare e non capisco chi ne fa una questione di vita o di morte». Nuclea­risti convinti Giorgio Fiore e Gianni Lettieri, leader di Confindustria Campania e Napoli: «Fermo restando la necessità di tempi celeri e della massima sicurezza, non dobbiamo perde­re l’occasione del nucleare: l’energia oggi co­sta moltissimo. Soprattutto al Sud». Tommaso Sodano (Prc), ex presidente della commissio­ne Ambiente del Senato, spiega le ragioni del no: «Il problema delle scorie, alcune delle qua­li restano radioattive per millenni, è irrisolto». Dice sì al nucleare il senatore del Pdl, Pa­squale Giuliano: «Siamo circondati dalle cen­trali degli altri paesi e abbiamo rinunciato a produrre energia con l’atomo». Un po’ meno convonto, Giuliano, dell’eventuale (seconda) scelta del Garigliano: «Sono stati già spesi mol­ti soldi per smantellare la centrale». Il collega Paolo Russo, invece, si dichiara nuclearista a tutto tondo. Passando al centrosinistra Enzo Amendola, segretario regionale del Pd, afferma: «In que­sto momento è meglio puntare sulle fonti al­ternative, come stanno facendo altri paesi in­dustrializzati ». Di contro l’ex ministro Luigi Ni­colais, sempre del Pd, che è anche docente di Tecnologie dei materiali alla Federico II, chio­sa: «Ok al ritorno al nucleare, purché di quarta generazione».

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